OrizzonteScuola



9 Dec 2019

Lo dice la leader della CISL Scuola, Maddalena Gissi, dopo l’incontro odierno a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati.

Il rischio è che dal 1° gennaio le retribuzioni della scuola verranno decurtate di 20 euro in media per i docenti e fino a 200 euro medi lordi per i presidi perché c’è una carenza della copertura per il rifinanziamento del Fun (il Fondo unico nazionale per le retribuzioni dei dirigenti) che deve essere di 45 milioni per pareggiare quanto percepiscono oggi ed è invece di 30 milioni come ci è stato detto dal premier Conte”.

La richiesta dei sindacati punta ad un accordo quadro utile per discutere di tutti i temi della scuola, dell’università e della ricerca, dal precariato al reclutamento. “Diventa per noi una necessità ed una emergenza: le attività scolastiche non possono aspettare i tempi della politica e i 185 mila supplenti quantificati ad oggi sono sicuramente superiori ai posti che la politica ha previsto con i due concorsi che devono essere banditi a breve“, prosegue Gissi.

Abbiamo necessità di qualificare il personale ma dobbiamo riconoscere l’esperienza e l’assenza di attenzione per i facenti funzione, per gli insegnanti di religione e per i precari che hanno maturato anni di servizio è l’ennesimo tradimento che la politica perpetua a danno della scuola. Ci sono tutti i motivi per andare in piazza il 12 dicembre e per proseguire con la mobilitazione del personale”, sottolinea la segretaria generale della CISL Scuola.

All’incontro di oggi a Palazzo Chigi erano presenti i ministri Gualtieri e Dadone; per la scuola c’era la viceministra Anna Ascani. “Ancora una volta la legge di bilancio è fatta più per quadrare i conti che per garantire investimenti in un settore nevralgico come l’istruzione”, conclude Gissi

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9 Dec 2019

ha proclamato lo sciopero nazionale di tutto il personale docente e ATA, a tempo indeterminato e determinato, atipico e precario della Scuola per l’8 gennaio 2020.

Nota

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9 Dec 2019

Sarebbero invece 100.000 gli studenti ripetenti o che hanno abbandonato definitivamente gli studi.

Inoltre sono ancora troppo pochi gli allievi che riescono a superare le difficoltà accumulate fino alla terza media e a uscire dalla scuola superiore con livelli di preparazione di base in linea con quanto previsto dalle Indicazioni nazionali.

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9 Dec 2019

Requisiti di accesso

  • diploma di scuola secondaria di primo grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione delle domande alla selezione;
  • aver svolto almeno dieci anni, anche non continuativi, nei quali devono essere inclusi gli anni 2018 e 2019, servizi di pulizia e ausiliari presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratto per lo svolgimento di tali servizi.

Bando

La nota Miur del 6 dicembre 2019

Il decreto e la tabella di valutazione dei titoli

A regolare la procedura è il Decreto del 20 novembre 2019, con annesso l’allegato A1 Tabella di valutazione dei titoli, che il Miur ha corretto con apposita errata corrige del 9 dicembre 2019.

Il decreto del 20 novembre 2019

L’errata corrige Miur del 9 dicembre 2019 con la correzione di alcuni errori materiali

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9 Dec 2019

Sulla base della sentenza della Corte di Cassazione n. 20504 del 30 luglio 2019, che stabilisce che la mensa è parte del progetto formativo ed ha l’intento di educazione ad una sana alimentazione, ma anche di socializzazione, il MIUR ha spiegato che il tempo mensa è parte integrante del tempo scuola.

Essendo quindi parte integrante dell’Offerta Formativa della scuola, la mensa deve essere presentata alle famiglie come qualunque attività educativa e quindi essere introdotta nel PTOF. Saranno inseriti nel gli aspetti connessi all’educazione alimentare, la concreta organizzazione della consumazione conviviale del pasto, gli spazi e i tempi ad esso dedicati e, per quanto possibile, le condizioni di consumo mirate a soddisfare specifiche esigenze.

Il MIUR raccomanda inoltre la partecipazione e la condivisione, nella gestione delle mense scolastiche, degli enti locali e delle aziende sanitarie.

Nota su indicazioni operative per l’organizzazione del tempo mensa

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9 Dec 2019

Il colore viola

Il viola è stato identificato dall’Associazione Cor et Amor, che coordina la Rete Nazionale degli Assessori alla Gentilezza e dall’assessore alla gentilezza di Quincinetto Erina Patti, come colore della gentilezza perché a livello psichico rappresenta il colore della trasformazione e della ricerca costante di un nuovo stato e di nuovi equilibri.

La panchina della gentilezza

Identificabile col colore viola, ha una funzione simbolica e decorativa ed anche attiva. Ė stata pensata da Erina Patti, Assessore alla Gentilezza di Quincinetto, per favorire il dialogo tra i cittadini e l’instaurarsi di relazioni. La panchina della gentilezza può essere singola, oppure proposta appaiata, in questo caso la posizione è frontale e libera da tavoli.

Cosa si può fare sulla panchina della gentilezza

A spiegarlo sono i bambini della scuola primaria Albina Buat di Quincinetto, che durante un laboratorio hanno verniciato di viola le due panchine della Gentilezza del proprio Comune e successivamente, dopo essersi consultati, suddivisi in gruppi, hanno proposto, mimando, diverse azioni che si possono compiere sedendosi sulla panchina: abbracciarsi, perdonare, lasciare il posto a chi si è fatto male, ritrovarsi, fare un regalo, suonare, ritmare, darsi appuntamento, leggere, sorridere.

L’inaugurazione

La prima panchina della gentilezza è stata inaugurata il 7 Dicembre scorso nel parco giochi di Quincinetto dall’Assessore alla Gentilezza locale Erina Patti, alla presenza di altri Assessori alla Gentilezza del territorio: Margherita Maina di Salerano C.se, Paola Suquet di Samone, Chiara Mazza di Candia C.se. Durante l’inaugurazione i musicisti della Filarmonica Aurora di Quincinetto suonando, le bambine del coro di voci bianche cantando, Cristina Zoppo insegnante di musica leggendo un racconto di Rodari ed alcune signore dell’Auser dialogando, hanno mostrato l’uso gentile della panchina viola. Sulla panchina della gentilezza è stata riportata la targhetta “Sediamoci per stare bene insieme”.

La Rete Nazionale degli Assessori alla Gentilezza

Il coordinatore Luca Nardi, presente all’inaugurazione, ha apprezzato sin da subito l’idea dell’Assessore alla Gentilezza Erina Patti, sostenendola. L’azione proposta a Quincinetto é stata condivisa con tutti gli attuali 71 Assessori alla Gentilezza nominati in Italia. L’auspicio è che la panchina della gentilezza possa essere riproposta in altri Comuni Italiani ed anche oltre confine.

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9 Dec 2019

L’unico dato temporale di cui si è parlato per la presentazione delle domande  è emerso nel corso della riunione al Miur con i sindacati della scorsa settimana, quando indicativamente era stato indicato 21 – 31 dicembre.

Al momento non ci sono né date di inizio nè di conclusione per la partecipazione delle domande.

La circolare attesa per la fine della scorsa settimana, poi per oggi, potrebbe subire qualche ritardo. Di conseguenza anche per le date bisognerà attendere la nota ufficiale.

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9 Dec 2019

Un lettore ci scrive:

Sono un docente di ruolo di sostegno (specializzato sia sul sostegno che su materia educazione fisica).. ho assolto il mio obbligo quinquennale sul sostegno alle scuole medie, ma avendo chiesto e ottenuto passaggio alle superiori devo permanere altro quinquennio su sostegno; posso richiedere utilizzazione su materia ed. fisica?”

Il docente titolare sul sostegno è tenuto a rimanere su questa tipologia di posto per un quinquennio a decorrere dall’anno scolastico della sua immissione in ruolo o dall’anno scolastico in cui ottiene il trasferimento da posto comune a sostegno, in sintonia con quanto stabilisce l’art.23 del CCNI sulla mobilità

Vincolo quinquennale e mobilità

Il docente nel vincolo quinquennale, non interessato dal vincolo di permanenza triennale nella scuola, potrà partecipare alla mobilità solo per posti sul sostegno e potrà chiedere, quindi, sia trasferimento che passaggio di ruolo nella stessa tipologia di posto

Per quanto riguarda il trasferimento tale disposizione è chiarita esplicitamente nel comma 9 del succitato art.23 dove si stabilisce quanto segue:

“L’insegnante titolare di posto speciale o ad indirizzo didattico differenziato o di sostegno che non ha terminato il quinquennio di permanenza può chiedere il trasferimento solo per la medesima tipologia di posto ovvero per altra tipologia di posto speciale, di sostegno o ad indirizzo didattico differenziato per accedere alla quale possegga il relativo titolo di specializzazione”

Per quanto riguarda il passaggio di ruolo il riferimento è il comma 11:

“I docenti titolari su posto di sostegno, pur se soggetti al vincolo quinquennale, possono partecipare alle operazioni di mobilità  per passaggio di ruolo su posti di sostegno di ordine e grado diversi. I docenti che ottengono il passaggio di ruolo su posti di sostegno hanno l’obbligo di permanervi per un quinquennio. Ovviamente, i docenti di sostegno che non abbiano terminato il quinquennio di permanenza non possono chiedere di partecipare ai passaggi di ruolo su posti di tipo comune e su classi di concorso, fino al compimento del quinquennio”

Vincolo quinquennale dopo passaggio di ruolo

Il docente che ottiene il passaggio di ruolo sul sostegno è tenuto, quindi, a rimanere nel nuovo ruolo per un quinquennio. Se il docente è ancora nel vincolo quinquennale, il computo del quinquennio ricomincia nel nuovo grado di titolarità

Conclusioni

Il nostro lettore, avendo ottenuto il passaggio di ruolo sul sostegno nella scuola Secondaria II grado, è nel vincolo quinquennale e questo gli impedisce di partecipare nei cinque anni successivi alla mobilità su materia, così come non potrà partecipare neanche alla mobilità annuale volontaria su materia

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9 Dec 2019
Lettera

In totale assenza di contraddittorio, infatti, è stato udito il “Movimento Nazionale Facenti Funzione”, che ha dipinto una situazione assolutamente surreale per chiunque abbia un minimo di familiarità col diritto.

Vi è di più, i senatori presenti hanno pensato bene di avvalorare le pretese esposte in tale occasione, generando incredulità in ogni concorsista che ha preso parte alla procedura per la selezione di dsga attualmente in corso.

Si lamenta che il concorso ordinario sia stato poco partecipato: la scarsa affluenza alle prove preselettive è assolutamente fisiologica, succede in ogni concorso che molti inviino la domanda e poi non partecipino
effettivamente alle prove.

Ma, contrariamente a quanto affermato, i partecipanti sono comunque un numero largamente sufficiente a colmare le carenze non solo attuali, ma anche quelle che si determineranno al 1° settembre 2020, e lo sarebbe anche per gli anni a venire se l’amministrazione decidesse di eliminare l’inutile
soglia del 20%, gravante immotivatamente sul bando.

A fronte delle 3000 carenze, infatti, sono attualmente in corsa oltre 5000 candidati che hanno già sostenuto le molto complesse prove scritte.

Sarebbe interessante, quindi, comprendere ove vi sia stato il paventato dispendio di denaro pubblico nella procedura in corso.

Si dice, poi, che sarebbe assurdo permettere a chi non ha il titolo di partecipare al riservato quando nell’ordinario ha avuto accesso. Vero, concordiamo. Ma l’errore sta a monte, nell’inserire una deroga
assolutamente immotivata nella procedura in corso, visto che vi è la legge a disciplinare i titoli di accesso necessari e che questa è scaturita dall’accordo firmato dai sindacati.

Accettando l’assurdo della riserva nell’ordinario, che sia chiaro, i concorsisti titolati stanno già valutando di impugnare insieme con le
graduatorie finali qualora un facente funzione meramente diplomato scalzi un laureato, una deroga è un’eccezione per definizione, ad applicarla sempre diventerebbe la norma.

Avendo avuto accesso ciò che si pretende è meramente una seconda chance, dare pugno in faccia al merito di chi quelle preselettive le ha
superate!

Candidamente qualche relatore ammette di non aver neppure preso parte al concorso ordinario nonostante ne avesse avuto l’opportunità. Cosa si può pretendere dopo, se non ci si mette in gioco quando se n’è già avuta la possibilità? A tutti i costi si deve aspettare l’occasione che esclude a monte i concorrenti preparati per poter avere un accesso comodo e preferenziale?

L’assurdo sta nel fatto che si invoca il diritto chiedendo di contravvenire allo stesso. La progressione automatica tra aree è assolutamente contraria alla legge.

I facenti funzione hanno avuto il tempo e il modo per prendere il titolo richiesto, non era certo un segreto che occorresse una laurea specifica per accedere al ruolo di dsga. Qui ciò che si chiede, in buona sostanza, è che l’infermiere, avendo supplito il medico, lo diventi a pieno diritto.

Nell’ulteriore merito, poi.

Sulla questione emendamento: il Mef ha, con alta probabilità, rilevato la questione del concorso riservato poiché realizzarne uno ha un costo molto gravoso, a maggior ragione se comporta una duplicazione della
spesa, essendo in costanza di una procedura selettiva per le medesima funzione.

Ancora, dopo, sul 50% da riservare agli interni: questo è già stato garantito, non se ne comprende quindi l’invocata lesione; il 30% dalla riserva dell’ordinario e il 20% dalla previsione attualmente prevista nel D.L.
in fase di conversione, chiaramente solo PER CHI HA IL TITOLO NECESSARIO, com’è giusto che sia.

Sulla strutturazione del concorso ordinario, in ultimo, non si può non rilevare come questo sia stato più che corretto, la soglia di ammissione è stata determinata dal tasso di partecipazione per singola regione,
circostanza più che prevedibile sin dalla formulazione della propria domanda di partecipazione. Qui, piuttosto, sembra che a tutti i costi l’uva debba essere rappresentata acerba quando non lo è.

Tutto quanto accaduto, poi, è stato incredibilmente condito da una digressione, assolutamente non impedita né ridimensionata dagli astanti, su chi vincerà il concorso ordinario; rappresentati come novellini alle prime
armi, ragazzi e ragazze chiusi nelle stanzette, sconoscitori del mondo fino alla chiamata a ricoprire tale ruolo.

Niente di più lontano dalla realtà: la stragrande maggioranza sono avvocati, commercialisti, professionisti, non certo soggetti inesperienti o arrendevoli come si sta cercando in tutti i modi di fare passare. Parlano del lavoro di dsga come impossibile e gravoso. Siamo lieti di comunicare che i concorsisti hanno TUTTI gran voglia di lavorare ed eccezionale coraggio, non sono certo bamboccioni. Nessuno abbandonerà disperato il posto di lavoro, questo lo possiamo garantire, abbiamo spalle larghe e ossa forti a sufficienza per questo e molto altro. Nessuno andrà via verso altre amministrazioni.

Chi ha sostenuto questo concorso lo ha fatto con grande passione e con volontà specifica di ricoprire questo ruolo, non per accaparrarsi ad ogni costo il famoso posto fisso.

Non si può più accettare di ricevere passivamente tali svilimenti con la connivenza della politica che non ha il coraggio di prendere le difese di soggetti che hanno la sola colpa di essere GIOVANI e LAUREATI. Cosa
che ha ancor più del surreale se si parla di ambito scolastico.

Adesso i concorsisti ordinari dicono basta, dovesse passare il concorso riservato per i facenti funzione ci ritroveremo a Roma per stracciare le lauree, protesteremo con ogni strumento a nostra disposizione e
difenderemo i nostri diritti in tutte le sedi giudiziarie opportune.

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9 Dec 2019

Date in cui verranno effettuate le prove

Prove Invalsi, nel mese di maggio alla Primaria. Lo scadenzario

Prove Invalsi secondaria: scadenzario, classi e discipline coinvolte

Profilo dell’osservatore

a) caratteristiche personali: autorevolezza, affidabilità, capacità di stabilire relazioni positive, né aggressive né servili, con il Dirigente scolastico o con il docente;
b) conoscenze: scopi e finalità della rilevazione, protocollo di somministrazione delle prove;
c) abilità: corretto utilizzo di Internet, della posta elettronica e uso di base del foglio elettronico.

Requisiti per candidarsi

  1. Docenti con competenze informatiche
  2. Docenti somministratori nelle scuole campionate nell’ambito dell’indagine OCSE-PISA
  3. Docenti somministratori nelle scuole campionate nell’ambito delle indagini IEA-PIRLS, IEA-TIMSS, IEA ICCS
  4. Animatori digitali
    Docenti con contratto a tempo indeterminato
  5. Docenti con contratto a tempo determinato
  6. Docenti collaboratori del Dirigente scolastico
  7. Docenti incaricati dello svolgimento di funzioni strumentali, con precedenza per quelli incaricati per ambiti di tipo informatico o per lo svolgimento di funzioni attinenti alla valutazione degli apprendimenti
  8. Docenti comandati presso gli USR, articolazioni territoriali USR, INDIRE
  9. Dirigenti scolastici
  10. Dirigenti tecnici

In ciascuna delle predette categorie sarà data precedenza al personale in servizio rispetto a quello in quiescenza, da non più di tre anni e, a parità di altri elementi, al candidato più giovane.

Infine, sarà possibile selezionare gli osservatori tra giovani laureati e diplomati, con competenze informatiche, con preferenza per chi già risulta iscritto nelle graduatorie provinciali o d’Istituto.

COMPENSI

A ciascun osservatore, sarà corrisposta la somma di € 200,00 a classe somministrata di seconda primaria, di € 350,00 a classe somministrata di
quinta primaria e terza secondaria di primo grado, di € 250,00 a classe somministrata di seconda secondaria di secondo grado, di € 350,00 per ogni classe di quinta secondaria di secondo grado, lordo amministrazione.

Le quote sono comprensive di qualsiasi onere, nonché delle eventuali spese di viaggio e di vitto.

I bandi

Basilicata   scadenza 7 gennaio 2019

Calabria scadenza 20 gennaio 2020 ore 10  – rettifica link

Campania  scadenza 18 gennaio

Emilia Romagna scadenza 18 gennaio

Lombardia scadenza 18 gennaio 2020

Marche    scadenza 18 gennaio 2019

Puglia scadenza 18 gennaio

Sardegna   scadenza 14 dicembre 2019

Sicilia scadenza 29 novembre

Veneto scadenza 18 gennaio 2020

L'articolo Invalsi 2020. Bandi per osservatori esterni, anche laureati e diplomati. I compensi. Aggiunta Campania sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.